Caregiver familiari, via libera della Camera: quattro profili e contributo fino a 1.200 euro a trimestre

Caregiver familiari, via libera della Camera: quattro profili e contributo fino a 1.200 euro a trimestre

La Camera ha approvato il disegno di legge “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari”, che introduce una disciplina organica per il riconoscimento e il sostegno dei caregiver familiari. Il provvedimento, composto da quattro Capi e 18 articoli, definisce i requisiti per ottenere la qualifica, individua quattro profili in base al carico assistenziale e introduce misure economiche, lavorative e formative. Tra le principali novità, il riconoscimento formale da parte dell’Inps, attraverso una piattaforma informatica operativa entro il 2 gennaio 2027, e un contributo economico mensile destinato ai caregiver prevalenti a partire dal 2027, fino a un massimo di 1.200 euro a trimestre. Il testo interviene inoltre sulla conciliazione tra lavoro e assistenza, sul riconoscimento delle competenze acquisite durante l’attività di cura e sull'accesso ai servizi sanitari e sociosanitari, prevedendo anche specifiche tutele contro le discriminazioni e misure per il benessere psicofisico.

Definizione e quattro profili in base al carico assistenziale

Il provvedimento stabilisce innanzitutto chi può essere riconosciuto come caregiver familiare. La qualifica spetta alla persona maggiorenne che assiste gratuitamente il figlio o un altro parente entro il secondo grado, il coniuge, l'altra parte dell'unione civile o il convivente di fatto, un affine entro il secondo grado oppure, in specifiche circostanze, un parente entro il terzo grado. La persona assistita deve essere riconosciuta in condizione di disabilità ai sensi della legge 104/1992, essere titolare dell'indennità di accompagnamento oppure trovarsi in una condizione di non autosufficienza individuata secondo i decreti legislativi 62/2024 e 29/2024.

La funzione di caregiver è compatibile anche con lo svolgimento di un'attività assistenziale retribuita nei confronti della stessa persona, ma in questo caso non è possibile accedere al contributo economico previsto dalla legge.

Una delle principali novità riguarda la classificazione dei caregiver in quattro profili, individuati sulla base delle ore settimanali dedicate all'assistenza e dell'eventuale convivenza con la persona assistita. Il caregiver prevalente deve garantire almeno 91 ore settimanali di assistenza e convivere con una persona non autosufficiente. Il caregiver convivente presta invece almeno 30 ore settimanali, ma meno di 91. Per il caregiver non convivente la soglia è fissata a 30 ore settimanali, mentre il profilo con impegno ridotto comprende chi dedica all'assistenza almeno 10 ore e meno di 30 ore alla settimana.

Per i primi due profili, il carico assistenziale deve essere attestato nel progetto di vita o nel Piano di assistenza individualizzato (PAI). Le modalità di calcolo delle ore saranno definite con un decreto del Ministero del Lavoro e dell'Autorità delegata in materia di disabilità, previa intesa in Conferenza unificata.

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Riconoscimento Inps e contributo economico dal 2027

Il riconoscimento formale della qualifica è affidato all'Inps, che dovrà mettere a disposizione una piattaforma informatica entro il 2 gennaio 2027. La procedura viene avviata dalla persona assistita oppure, nei casi previsti, dal tutore o dall'amministratore di sostegno. La domanda dovrà riportare le generalità del caregiver, il carico assistenziale, l'eventuale convivenza e il rapporto di parentela con la persona assistita. Sarà inoltre necessario allegare la dichiarazione di accettazione del caregiver.

L'Inps dovrà concludere la procedura entro 30 giorni, rilasciando un certificato che attesta la qualifica e il relativo profilo. In caso di rigetto, sarà possibile presentare un'istanza di riesame entro 30 giorni oppure ricorrere alla negoziazione assistita. Per gestire le nuove attività amministrative, l'Istituto è autorizzato ad assumere 100 unità di personale non dirigenziale e due dirigenti.

Sul fronte economico, dal 2027 è previsto un contributo mensile, erogato trimestralmente in via posticipata, destinato ai caregiver familiari prevalenti. Per accedervi occorre non svolgere attività lavorativa oppure percepire un reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi annui e avere un Isee non superiore a 25.000 euro. Il beneficio è riconosciuto per ciascuna persona assistita, fino a un massimo di due.

L'importo viene determinato ogni trimestre con decreto del Capo del Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, entro il limite massimo di 1.200 euro per trimestre. Per i beneficiari con Isee fino a 15.000 euro, la somma è determinata indipendentemente dal valore dell'indicatore; per quelli con Isee compreso tra 15.000 e 25.000 euro è invece prevista una riduzione proporzionale. Non viene erogato alcun contributo quando l'importo trimestrale risulta pari o inferiore a 30 euro.

La prestazione non concorre alla formazione del reddito né al calcolo della componente reddituale dell'Isee. Il diritto decorre dal primo giorno del trimestre successivo all'avvio della procedura telematica e cessa in caso di decesso della persona assistita, sostituzione o revoca del caregiver, perdita dei requisiti o rinuncia.

Lavoro, formazione e diritti degli studenti caregiver

Il disegno di legge introduce anche strumenti per favorire la conciliazione tra attività lavorativa e responsabilità assistenziali. I caregiver dipendenti appartenenti ai profili prevalente e convivente possono chiedere una modifica delle modalità di svolgimento della prestazione o dell'orario di lavoro, anche attraverso il ricorso al lavoro agile, quando compatibile con le caratteristiche dell'attività. È inoltre riconosciuta una priorità nella trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale, con il diritto al successivo ripristino dell'orario a tempo pieno.

Per i genitori caregiver di figli minorenni con disabilità, il congedo parentale potrà essere utilizzato fino al compimento dei 18 anni, rispetto all'attuale limite di 14 anni. La normativa contempla inoltre la possibilità che i colleghi cedano gratuitamente riposi e ferie al lavoratore caregiver, secondo le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva.

Un altro ambito di intervento riguarda la valorizzazione delle competenze maturate attraverso l'attività di cura. Queste potranno essere certificate e riconosciute come crediti formativi per conseguire la qualifica di operatore socio-sanitario o di altre figure professionali dell'area sociosanitaria. Per gli studenti caregiver inseriti nei percorsi scolastici, le competenze potranno essere valorizzate anche durante il colloquio dell'esame di maturità.

Le università potranno riconoscere crediti formativi extracurriculari, adottare misure per agevolare la frequenza e attribuire lo status di studente lavoratore. Per gli studenti con un carico assistenziale pari o superiore a 30 ore settimanali sarà inoltre possibile prevedere l'esonero parziale o totale dalle tasse di iscrizione e dai contributi universitari.

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Partecipazione ai percorsi assistenziali, servizi e tutele

Il caregiver viene coinvolto nei processi di valutazione e programmazione dell'assistenza. È prevista la sua partecipazione all'unità di valutazione multidimensionale della persona con disabilità e alla predisposizione del progetto di vita, così come alla valutazione multidimensionale unificata della persona anziana non autosufficiente e all'elaborazione del PAI. In questi strumenti dovranno essere indicati il carico assistenziale, il contributo fornito dal caregiver, l'eventuale presenza di un caregiver prevalente e i supporti necessari.

È inoltre riconosciuto il diritto a ricevere dai servizi sociali, sociosanitari e sanitari informazioni sui bisogni assistenziali e sulle cure della persona assistita, previo consenso di quest'ultima e nel rispetto delle disposizioni sulla privacy.

Il testo introduce anche una tutela antidiscriminatoria: il caregiver può agire ai sensi della legge 67/2006 quando subisce discriminazioni in ragione del proprio rapporto con la persona assistita. La stessa possibilità è riconosciuta all'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e alle associazioni e agli enti legittimati dalla normativa.

Per i caregiver prevalenti e conviventi sono previste misure specifiche a sostegno del benessere psicofisico. Tra queste figurano la possibilità di essere sostituiti nell'attività assistenziale secondo quanto previsto dal progetto di vita o dal PAI, percorsi formativi gratuiti, sostegno psicologico, visite domiciliari anche specialistiche, televisite e teleconsulto. Sono contemplati inoltre interventi di cura programmati in raccordo con le strutture sanitarie e l'accesso preferenziale alle prestazioni sanitarie e sociosanitarie per ridurre i tempi di attesa.

Rendicontazione, competenze regionali e coperture finanziarie

Il provvedimento prevede infine una semplificazione degli obblighi contabili per il caregiver convivente che sia anche tutore o amministratore di sostegno della persona assistita. Il giudice tutelare potrà autorizzare una rendicontazione semplificata, con entrate e spese suddivise per categorie. È comunque previsto l'esonero dal deposito dei giustificativi quando le spese mensili non superano l'importo dell'assegno sociale.

Restano ferme le competenze delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, che potranno adottare disposizioni specifiche in materia di caregiver familiare, purché compatibili con la normativa nazionale e nei limiti delle risorse disponibili nei rispettivi bilanci.

Per quanto riguarda la copertura finanziaria, gli oneri relativi al riconoscimento formale, all'estensione del congedo parentale e al contributo economico sono finanziati attraverso diverse risorse. Sono previsti 1,15 milioni di euro per il 2026 e 207 milioni annui dal 2027 a valere sul Fondo per il finanziamento delle iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare. A questi si aggiungono 50 milioni annui dal 2027 mediante riduzione del Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità e 3 milioni annui dal 2028 attraverso la riduzione del Fondo destinato al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale. Il Fondo unico per l'inclusione delle persone con disabilità viene inoltre incrementato di 62 milioni di euro per il 2027.

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