Non autosufficienza, nel 2027 oltre un miliardo per il Fondo

Non autosufficienza, nel 2027 oltre un miliardo per il Fondo

Nel 2027 il Fondo per la non autosufficienza dovrebbe superare il miliardo di euro. Ad annunciarlo è il ministro della Salute Orazio Schillaci, che in un’intervista a La Stampa ha indicato l’intenzione del Governo di rafforzare le risorse destinate all’assistenza domiciliare e alle reti territoriali di supporto, anche sul versante sociale. Il ministro ha spiegato che il confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è già stato avviato e che le cifre definitive sono ancora in fase di definizione. L’obiettivo dichiarato è comunque proseguire gli investimenti sulla sanità, intervenendo anche sulla retribuzione e sul reclutamento di medici e infermieri, con particolare attenzione alle aree che presentano maggiori carenze di personale.

Sanità, personale e territorio tra le priorità

Tra gli interventi indicati da Schillaci rientrano anche il finanziamento del Piano sanitario nazionale, che secondo il ministro manca da circa vent’anni, e il potenziamento degli ospedali di terzo livello e delle strutture di eccellenza. Il Governo intende inoltre continuare a investire nella salute mentale e nella prevenzione e intervenire sul fronte dell’Alzheimer. Per quanto riguarda gli infermieri, la strategia dovrebbe puntare su incentivi economici e di carriera e sull’aumento dei posti nei corsi di laurea, con l’obiettivo di incrementarne la presenza soprattutto sul territorio. Nell’immediato, il ministro ha ricordato l’accordo raggiunto con l’India per semplificare il riconoscimento dei titoli, favorire la formazione linguistica e creare canali di reclutamento più strutturati tra i due Paesi. Sul fronte diagnostico sono stati inoltre sbloccati 235 milioni di euro stanziati prima della pandemia e mai utilizzati: una parte sarà destinata alle Case di Comunità e un’altra agli studi dei medici.

Rsa e assistenza agli anziani

Il tema della non autosufficienza si intreccia anche con quello delle Rsa, che secondo Schillaci continuano a essere difficilmente accessibili per molti anziani. Il ministro ha indicato la necessità di rendere più equi i criteri di accesso, rafforzare le strutture pubbliche e migliorare il sistema di accreditamento delle Rsa private, prevedendo controlli rigorosi. La distribuzione dell’assistenza, secondo questa impostazione, non dovrebbe dipendere dal territorio di residenza né dalle disponibilità economiche della persona. L’annuncio sull’aumento delle risorse per il Fondo per la non autosufficienza arriva quindi in un quadro in cui il Governo punta a rafforzare sia l’assistenza domiciliare sia la rete dei servizi territoriali e residenziali.

Le richieste del Patto per il nuovo welfare

L’annuncio del ministro arriva dopo la richiesta del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, la rete che riunisce 61 organizzazioni e che aveva sollecitato un miliardo di euro aggiuntivo nella legge di Bilancio 2027 per rilanciare la riforma della non autosufficienza. L’obiettivo indicato dal Patto è dare piena attuazione alla legge 33 del 2023 e rafforzare l’assistenza a circa 4 milioni di anziani fragili. Le priorità individuate riguardano la semplificazione delle procedure di accesso, lo sviluppo di un’assistenza domiciliare personalizzata per anziani e caregiver, il potenziamento della rete delle Rsa e la revisione della Prestazione universale. Il Patto aveva evidenziato come per ottenere il riconoscimento dell’invalidità e i relativi benefici siano oggi necessari da cinque a sei passaggi amministrativi, mentre l’assistenza domiciliare garantisce in media appena 16 ore l’anno per anziano.

Sul fronte residenziale, erano state indicate circa 270mila persone in lista d’attesa a fronte di 300mila posti letto disponibili nelle Rsa. Tra le criticità segnalate anche l’assenza, da 45 anni, di una riforma organica dell’indennità di accompagnamento. Per il Patto, il nuovo stanziamento dovrebbe rappresentare il primo passo per trasformare in interventi concreti la riforma del 2023, dopo un giudizio di insufficienza sul Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, pur riconoscendone i criteri di riparto delle risorse considerati più equi.

Sei un caregiver di un familiare affetto da Alzheimer o da altre patologie neurodegenerative in RSA? Scopri se hai diritto a un rimborso.

Torna al blog